Quantitative easing: probabilità ancora molto basse in ambito euro

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Nonostante le lievi aperture di Mario Draghi all’ultimo convegno tenutosi a Jackson Hole, le probabilità che la BCE si decida ad avviare una stagione di quantitative easing rimangono ancora molto basse. Cerchiamo ad ogni modo di comprendere cosa sta accadendo nell’istituto banchiere dell’eurozona, e perché le decisioni potrebbero influenzare tutti coloro che effettuano investimenti nel Forex attraverso i più noti broker europei.

Cominciamo dal dato di partenza: le probabilità che la BCE lanci un programma di stimolo quantitativo sono cresciute nel corso dell’ultima settimana, ma rimangono ancora sostanzialmente basse. In ogni caso, è da escludersi che un simile programma di QE possa essere lanciato già entro la fine del 2014: se Draghi si deciderà in tal senso, lo farà solamente all’inizio del prossimo anno.

Stabilito il timing, rimane da comprendere quali potrebbero essere i punti di avvicinamento ad un simile scenario. Il numero 1 dell’Eurotower ha infatti direttamente indicato come il deprezzamento dell’euro e il pacchetto di misure varato a giugno (e in corso di applicazione da settembre) dovrebbero bastare a imprimere lo stimolo monetario desiderato. A margine di tali dichiarazioni, tuttavia, Draghi ha voluto precisare che la propria Banca è pronta a fare anche di più. Su cosa si intenda per “di più”, rimane tuttavia ancora un velo di mistero, sufficientemente spesso da lasciare aperta la porta a una politica di quantitative easing. La principale preoccupazione di Draghi è infatti relativa all’inflazione, troppo bassa per permettere ai banchieri europei di dormire sonni tranquilli. Non solo: Draghi ha dovuto fare i conti con le revisioni (in ribasso) della crescita all’interno della zona euro, e sull’influenza negativa che le tensioni geopolitche stanno creando sull’area euro.

Ad ogni modo, riteniamo che le probabilità di un quantitative easing nei prossimi 4-6 mesi siano estremamente basse, e che quindi le misure di stimolo già annunciate a giugno siano sufficienti per imprimere il giusto stimolo alla domanda interna. In ambito Forex, l’euro si è già deprezzato di oltre il 3% in seguito all’annuncio del tasso negativo sui depositi e dal varo della Tltro, e il trend potrebbe consolidarsi nei prossimi mesi, conferendo quindi alla valuta unica europea quell’attesa area di indebolimento che Draghi si augura di poter indirettamente influenzare.

Ultima determinante, ma non in ordine di importanza, è relativa alla posizione della Germania: difficilmente l’influenza tedesca si farà “assente” in un’ottica di interventismo esasperato dell’istituto banchiere. Vedremo, nelle prossime settimane, cosa succederà.