Investire nel dollaro dopo le elezioni midterm USA

Investire nel dollaro dopo le elezioni midterm USA

Le elezioni midterm negli Stati Uniti hanno portato qualche importante novità nei rami del Congresso. Alla Camera, dove le elezioni hanno rinnovato tutti i 435 seggi, i Repubblicano hanno rafforzato il proprio margine sui Democratici (243 seggi contro 180) mentre al Senato, dove sono stati rinnovati 33 seggi su 100, i Repubblicani hanno guadagnato 7 seggi raggiungendo la maggioranza con 52 seggi, contro i 32 dei Democratici e i 2 Indipendenti. Ma in che modo la nuova “struttura” potrà influenzare le decisioni di tutti coloro i quali investono nel dollaro attraverso le più note piattaforme dei broker Forex.

In primo luogo, è bene ricordare come il nuovo quadro politico non potrà che vedere una significativa limitazione del potere di agenda del Presidente e un importante controllo da parte dei Repubblicani sulle nomine per le principali posizioni politiche e istituzionali. Il Senato dovrà infatti approvare le candidature avanzate dal presidente per le posizioni ministeriali e istituzionali, e non potrà quindi che esercitare una significativa influenza sulla direzione intrapresa dal governo americano. In ogni caso, è altresì possibile che l’influenza della nuova struttura dei rami non comporti alcun cambiamento nella politica di brevissimo termine, considerato che il Congresso manterrà i seggi pre-elettorali fino ad inizio 2015.

In questo frangente dovrà far fronte alle scadenze delle leggi di spesa, estendendo l’esercizio provvisorio per evitare una nuova chiusura del Governo (l’obiettivo dovrebbe essere evitare il disastro del 2013). Ancora, dovrà fronteggiare un nuovo innalzamento del limite del debito, che dovrebbe tornare a essere vincolante verso la fine del 1° trimestre 2015, con il budget 2015 e il limite del debito che potrebbero essere discussi a inizio 2015 congiuntamente, e dare indicazioni sui temi che i Repubblicani intendono potenziare (taglio delle spese e/o delle imposte).

Complessivamente, e più a medio termine, è comunque possibile la nuova maggioranza repubblicana porti a maggiori spazi di compromesso con il Presidente su questioni che possono avere un supporto più ampio, e che possano fruttare delle conseguenze anche sul piano valutario. Si pensi alla revisione di alcuni progetti sull’energia, alla riforma tributaria o ancora alla riforma sanitaria.

Al momento, rimaniamo comunque fermi nelle nostre posizioni, ritenendo che la maggior parte delle determinanti in grado di influenzare coloro che vogliono investire nel dollaro, non saranno verificate e verificabili all’interno della classe politica USA, quanto sulle scrivanie dei macroeconomisti e – ancor di più – su quelle decisionali della Federal Reserve…